Presso l’Associazione di Promozione Sociale & Centro Ricerche per la Partnership propongo i seguenti Servizi e Sessioni Individuali:

Dott. ssa Sarah Perini: Laureata nel 2003 in Lingue e Letterature Straniere all’Università di Torino, con Indirizzo Storico Culturale, ha partecipato a master e seminari di argomento antropologico al Centro Interdipartimentale di Studi per le Donne dell’Università di Torino con Anna Brawer e Luciana Percovich, approfondendo gli studi di genere e il lavoro di Maria Gimbutas e Riane Eisler. Dal 2005 ha completato la sua formazione attraverso il contatto e l’apprendimento con i percorsi e le pratiche proposte da ricercatrici come Luciana Percovich, Vicki Noble, Kathy Jones, Katinka Soetens, Marguerite Rigoglioso, Tsultrim Allione, Sajeeva Hurtado, e molte altre, si è formata alla Scuola Triennale del Glastonbury Goddess Temple, in Inghilterra, apprendendo i percorsi sul Sacro Femminile di Avalon. Collabora dal 2006 con Morena Luciani e l’Associazione Laima nella creazione e organizzazione di Percorsi di Ricerca e Pratica dei Sentieri del Sacro Femminile e dello Sciamanesimo Femminile e dal 2011 con l’Associazione Argiope. Dal 2015 Presidentessa dell’Associazione e Centro Ricerche per la Partnership Il Tempio della Dea. Tiene e coordina seminari, conferenze, workshop e cerimonie in tutta Italia. Iscritta all’Istituto Internazionale di Psicosintesi Educativa di Torino prosegue la formazione come Counselor. Ricercatrice indipendente, autrice, editor, mediatrice spirituale. Da quindici anni lavora nel campo della spiritualità e nell’editoria di settore. È autrice di: “Simboli e Riti delle Donne Celtiche. Regine e Dee al Tempo di Artù”, disponibile anche in lingua inglese. E di: “Chiedi alla Terra. L’Arte della Divinazione Geomantica”, e “Il Simbolismo Magico del Caffè. La caffeomanzia, il rituale divinatorio e la ricerca dei simboli come esperienza conoscitiva”.


Associazione di Promozione Sociale & Centro Ricerche per la Partnership Il Tempio della Dea
Iscritta al Registro Regionale delle Associazioni di Promozione Sociale della Regione Piemonte con il Codice: n.224/TO,
in conformità ai requisiti previsti dagli artt. 2 e 3 della L.R. n.7/2006, nonchè degli artt.2,3,4 del regolamento di cui al D.P.G.R. 5/r-2006.


Nessuno di questi percorsi o sessioni sostituisce in nessun modo percorsi psicanalitici, psicoterapeutici o medici. Ci riserviamo di inviare direttamente a chi di competenza per questi tipi di servizi e vi chiediamo di rivolgervi a psicologhe, psicologi, analisti e medici se avete bisogno di indicazioni e diagnosi in tali campi. Grazie.


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Colloqui di Mediazione.

L’intervento di mediazione nasce con l’intento di aiutare a superare situazioni di disagio interiore, esistenziale o relazionale, favorisce lo sviluppo delle potenzialità insite nell’anima. La mediazione offre alle persone un orientamento e un sostegno, favorisce lo sviluppo e l’utilizzazione delle potenzialità spirituali ed emotive; promuove atteggiamenti attivi, propositivi e rafforza le capacità di scelta, per imparare a valorizzare le proprie potenzialità, verso l’indipendenza personale e un’introspezione costruttiva e trasformativa. Favorisce una continua ricerca, studio e approfondimento per comprendere e diffondere una cultura del rispetto, delle differenze fra cammini spirituali, fra esseri umani, fra i generi; lo sviluppo della conoscenza delle tradizioni spirituali. Attraverso le competenze acquisite in vent’anni di esperienza propongo consulti individuali di counseling olistico, meditazioni guidate, percorsi di formazione, seminari e workshop.

 


 

Consulenza Relazionale.

Sessioni di un ora di colloquio orientativo sui temi della relazione di coppia, delle emozioni, dei sentimenti, delle complessità che possiamo superare e delle gioie che possiamo raggiungere lavorando su noi stesse-i, sulla nostra personalità e sulle nostre relazioni interpersonali e di coppia. Attraverso un dialogo empatico e proattivo si promuove l’apprendimento di abilità comunicative che facilitino una comunicazione più autentica e più intima, una visione nuova e un’attivazione delle risorse che già esistono in noi come persone singole e all’interno della coppia. Ponendo attenzione e valorizzando le differenze di genere, le specificità personali, dando la giusta attenzione ai bisogni e alle caratterische di ogni persona e di ogni situazione, per stimolare a dare il meglio di sè e lavorare coscientemente per la propria realizzazione e felicità. Perchè è importante e possibile crescere, acquisire strumenti e un livello di comprensione più profonda della propria realtà che portino a dare una svolta significativa alla propria vita sentimentale.
Al Tempio della Dea di Torino è anche possibile organizzare e realizzare cerimonie di passaggio, quali unioni, handfasting, armoniosa separazione e per tutti i momenti della vita che si desiderino sacralizzare. Visita il sito www.tempiodelladea.org alla pagina Cerimonie.

 



 

                Disegno di Elena Albanese

 

Cosa significa il termine “arti oracolari” e “connessione con il divino e il sacro femminile che è in noi”.

Le Arti Oracolari e Divinatorie e le tecniche di Incorporazione sono i più antichi strumenti di conoscenza delle sacerdotesse delle culture antiche che si basano sull’elaborazione di simboli e di concetti primari, di archetipi universali, ed anche sulla ricezione di messaggi dalla dimensione divina dell’esistenza. Questi strumenti ci servono per orientarci nel cammino della nostra esistenza e possono favorire i momenti di confronto e aggregazione sociale, in un epoca come la nostra in cui si sono perse la conoscenza, la comprensione dei rituali e l’utilizzo dei riti di passaggio della vita umana e degli strumenti che si possono utilizzare per collegarsi all’energia naturale e divina, è importante stimolare una riscoperta pratica della sapienza simbolica e rituale e ricollegarci alle nostre origini ma anche alle nostre innate doti intuitive, che appartengono a tutte-i, perché fanno parte dei doni che la divinità e le energie del Sacro Femminile, di Madre Terra condividono con noi.

Le pratiche oracolari e di incorporazione delle energie divine sono antiche di millenni ed esistono in molte culture. Sono un modo di permettere alle persone di connettersi con la parte più profonda di Sè e con le energie divine e con Madre Terra e sentire la sua presenza o ricevere la sua guida. Nell’età moderna possiamo far rivivere queste pratiche sacre, possiamo imparare ad andare in profondità ed a trovare il luogo di connessione e centratura, in modo da richiamare queste energie accanto a noi e in noi e far si che siano disponibili per la lettura oracolare oppure portarla all’interno di Sé per rendere possibile l’incorporazione e la trasmissione dell’Amore e del benessere interiore alle persone. Tutto ciò può essere una straordinaria esperienza e fornire orientamento e guida per l’anima e trasmettere amore incondizionato.

Ciò si instaura con tecniche di divinazione come l’oracling, l’Arte Oracolare, che apre la mente ai simboli, agli archetipi, ma anche a una connessione più profonda con l’Energia Universale da cui ci lasciamo completamente attraversare durante le tecnica dell’incorporazione (embodiment). Grazie a questao stato di meditazione profonda possiamo ricevere un consiglio, una divinazione, un oracolo. Questa è la “divina-azione” nella sua forma più pura. Essere interpreti della divinità richiede di contattare la nostra saggezza, sensibilità, intuizione, consapevolezza, umanità, ispirazione e umiltà. La divinazione può essere uno strumento di crescita interiore e uno strumento di orientamento. Permette cioè alle persone di avere consapevolezza, integrare e accettare le proprie ed altrui azioni passate e presenti che possono aver causato problemi a livello emotivo, psicologico e/o spirituale. Questo è il primo passo che permette al benessere interiore di manifestarsi e può positivamente influenzare le prospettive individuali sulla vita. È un cambiamento, una trasformazione profonda.


I Tarocchi come strumento di conoscenza: Attraverso la Lettura dei Tarocchi è possibile riflettere, dialogando, sul proprio presente, passato e futuro, per capire le proprie scelte, obiettivi e approfondire come realizzare i propri progetti. Questo approccio considera gli aspetti interiori, emotivi e spirituali della situazione vissuta dalla persona. Attraverso lo strumento del colloquio e della lettura degli archetipi dei tarocchi e la riflessione sulle immagini che compaiono all’interno dell’esperienza del consulto, emergeranno le indicazioni che la nostra interiorità e il disegno superiore ci mostrano. Letture con differenti tipi di Tarocchi: Per le letture utilizzo mazzi provenienti da diverse tradizioni, culture e sistemi, tarocchi, sibille, carte oracolari. Sono disponibile anche per letture di Rune e di I Ching.


Meditazioni Guidate.

Le Meditazioni Guidate proposte nel “Percorso di Conoscenza della Dea” sono di diverso tipo, meditazioni di visualizzazione guidata, meditazioni di connessione con le Energie della Dea manifestate nelle sue forme archetipiche ed elementali (Incontro con la Dea Crona, Dea dell’Aria, Dea Fanciulla, Dea del Fuoco, Dea Amante, Dea dell’Acqua, Dea Madre, Dea della Terra) e nella Ruota dell’Anno (meditazioni stagionali di connessione con le energie del periodo dell’anno, con le lunazioni, con le celebrazioni stagionali: Samhain-Passaggio dell’Altromondo, Yule-Solstizio d’Inverno, Imbolc-Candelora, Ostara-Equinozio di Primavera, Beltane-Calendimaggio, Litha-Solstizio d’Estate, Lammas-Festa del Raccolto, Mabon-Equinozio d’Autunno) meditazioni di Radicamento e Centratura, Meditazioni di Riequilibrio dei centri energetici, meditazioni del Viaggio ad Avalon, meditazioni del Tempio di Diana, e molte altre meditazioni strutturabili su richiesta o in base alle esigenze personali.


Connessione con la Guida Interiore.

Ristabilire il contatto con le proprie parti e allo stesso tempo la disidentificazione da esse per contattare la parte centrale di noi stesse-i, la nostra Guida Interiore, favorire il Dialogo Interiore Profondo, avere dei momenti di profonda interiorizzazione e di connessione con il nostro Io e attraverso di esso con il nostro Sè Spirituale, è un esperienza che può essere considerata rara nella sua autenticità e purezza, ma allo stesso tempo può essere possibile in ogni momento per gli eseri umani incarnati che desiderano ritrovare la propria Fonte di Energia, di Luce e di Amore, per ristabilire la propria centratura e ricaricarsi direttamente alla Sacra Fonte della Vita. Fare questo con coscienza e in sicurezza, attraverso la facilitazione cosciente del processo e un accompagnamento mediato può favorire l’acquisizione della Pratica della Presenza e della condizione di Resa, necessarie per ritrovare il Centro di Saggezza e Amore presente in ognuna-o di noi.


Consulti di Caffeomanzia.

Caffeomanziaweb

Potete acquistare il libro scritto da Sarah Perini: Il Simbolismo Magico del Caffè, la Caffeomanzia, Il rituale divinatorio e la ricerca dei simboli come esperienza conoscitiva, Ed.Ester, € 15,00, scrivendo a: info@tempiodelladea.org.

La Caffeomanzia, o lettura dei fondi di caffè.

Da oltre un millennio la lettura dei fondi di caffè costituisce una delle tecniche divinatorie preferite dalle sciamane-i mediorientali e africane-i. Simile alla lettura del tè la caffeomanzia consente di scrutare nel futuro in un modo coinvolgente e affascinante. Non siamo in grado di stabilire l’epoca a cui risale quest’arte, sembra intorno al 1000 d.C, anche se l’uso del caffè come bevanda è più antico e pare che abbia avuto origine in Etiopia, i mercanti arabi l’avrebbero portato in Europa da dove si sarebbe diffuso al resto del mondo.
È probabile che la lettura dei fondi di caffè sia scaturita subito dopo la scoperta dell’impiego di questa sostanza a scopo terapeutico e ricreativo. Non si può escludere che la diffusione del caffè abbia coinciso con il riconoscimento dei poteri a esso legati nell’ambito delle tradizioni spirituali di quelle aree geografiche, in cui il suo utilizzo a scopo divinatorio non tardò a divenire parte integrante di queste culture.
La caffeomanzia è tuttora diffusa in Medio Oriente, in nord Africa e negli altri paesi del Mediterraneo, dove anche oggi è facile imbattersi in persone che leggono i fondi di caffè per la strada. La tradizione si è progressivamente estesa in tutto il mondo grazie alle popolazioni Nomadi. Si dice che essa costituisca il segno inconfutabile della seconda vista o chiaroveggenza.
Una tazza di caffè cela innumerevoli informazioni semplici da decifrare, ogni cosa che vedete all’interno di una tazza vuota striata dai fondi di caffè possiede un significato ben preciso.
Il metodo da seguire è molto semplice: si prende un pentolino lo si riempie a metà di acqua e la si fa bollire, al momento dell’ebollizione si butta un cucchiaio di zucchero e un cucchiaio di caffè nell’acqua, si mescola una volta e si toglie il preparato dal fuoco. In seguito lo si versa nella tazza o nelle tazze (è importante che la tazza sia una tazza grande, da the, e con l’interno bianco), a seconda di quanti sono le consultanti. Quest’arte si presta anche ad essere un momento di convivialità. Infatti, nel frattempo, il caffè va lasciato riposare nelle tazze mentre si parla, si dialoga o si pensa alle questioni inerenti il consulto. Una volta fatto raffreddare e depositare, il caffè deve essere bevuto; una volta bevuto il liquido resterà un fondo sabbioso. A questo punto prendendo la tazza in mano si fa ruotare lentamente in senso orario per tre volte formulando la domanda e si gira la tazza sul piattino lasciandola riposare per almeno un quarto d’ora.
L’arte di preparare il caffè per predire il futuro costituisce un rito importante dall’inizio alla fine. La tazza di caffè assorbe le energie della-del consultante e “disegna” al proprio interno il messaggio. Nel caso della caffeomanzia possiamo propriamente parlare di arte oracolare, poiché le figure che vengono lette ci indicano elementi che riguardano avvenimenti, situazioni, indicazioni.
Questo è quanto si deve cercare di realizzare ogni qualvolta si leggono i fondi di caffè, trovare le informazioni e trasmetterle nel modo più semplice per renderle comprensibili.
Apparentemente la lettura del caffè sembra essere semplice, nell’interpretazione delle figure che compaiono sembra bastare la fantasia, una buona conoscenza delle varie simbologie esistenti che possono servire per associarle a ciò che vediamo nella tazza, è importante applicare sensibilità, sensitività, capacità di astrazione, capacità di visualizzazione, intuito, impulso al vaticinio, per riuscire a dare un’interpretazione corretta.
Imparare a leggere il caffè può diventare più immediato se si trova una persona che ce lo insegni, che ci trasmetta la sua arte.
Nel momento della lettura, chi legge deve lasciarsi andare o concentrarsi, permettendo alla mente inconscia di trovare delle immagini tra le forme caotiche dei fondi di caffè rimasti nella tazza. L’uso dell’intuito e del proprio sguardo interiore durante un consulto costituisce l’aspetto essenziale della lettura.
Ecco, in linea di massima, cosa bisogna cercare: lettere, numeri, figure di animali, figure umane, forme geometriche, simboli conosciuti, forme naturali come alberi, montagne etc, tutto ciò che sembra ricondurre a una forma sensata. A questo punto si fanno dei collegamenti di significato tra i segni e gli avvenimenti passati presenti e futuri del consultante. Il fondo della tazza rappresenta il passato, le pareti della tazza rappresentano il futuro prossimo, la zona vicino al manico della tazza rappresenta il punto di maggior intensità per il consultante.
La lettura del caffè deve essere un momento di concentrazione, di relax, di convivialità e perché no di divinazione.
Perciò concentratevi, versatevi una tazza di caffè, aprite il vostro cuore a un po’ di verità e scrutate dentro la tazza, si spalancherà un mondo che non aspetta altro che voi lo interpretiate e lo assaporiate…


Consulti di Geomanzia.

Potete acquistare il libro scritto da Sarah Perini: Chiedi alla Terra, L’Arte della Divinazione Geomantica, Ed.Ester, € 15,00, scrivendo a: info@tempiodelladea.org.

La Geomanzia.

La mia ricerca si propone di ri-svelare uno strumento antichissimo, quanto semplice e diretto, utilizzato da tempi remoti a fini divinatori, capace di dare risposte su questioni minime come su interrogativi filosofici ed esoterici di vasta portata. L’Universo codificato dai simboli della geomanzia riflette il nostro microcosmo come il macrocosmo nel quale la vita umana è più ampiamente inserita, ogni figura è passibile di trasformazioni e può rappresentare anche le più piccole sfumature dell’esperienza dell’anima e del sentiero dell’esistenza.

Proprio l’antichità delle sue origini e il fondamento su cui è eretta, la matematica esoterica che è alla base del nostro Universo, ne fanno da secoli la principale arte divinatoria utilizzata dalle popolazioni di tutto il mondo. Attualmente però quest’arte sembra essere poco conosciuta, l’uso dei Tarocchi è molto più diffuso, forse perchè le carte appaiono più semplici da utilizzare per ottenere risposte ai quesiti esistenziali. L’affidabilità delle risposte ottenute attraverso l’interpretazione dei simboli geomantici è molto alta, si può dire la più alta riscontrata tra differenti sistemi divinatori, a tratti denota una precisione impietosa. Forse anche per questo motivo la scelta di tale oracolo è meno frequente. Per ricevere davvero le risposte che tanto bramiamo dobbiamo essere dotati di una caratteristica fondamentale: il coraggio.

La geomanzia sonda l’essenza delle situazioni della nostra esistenza, come la struttura della materia stessa. Può quindi essere utilizzata per rivelare lo sviluppo di una situazione, di uno stato d’animo, ma anche di un progetto materiale.

Il processo divinatorio è composto di alcune fasi: il rituale di apertura, che permette di penetrare nei piani sottili; l’uso del metodo; l’uso dei simboli che rappresentano il responso attraverso il loro significato e le loro combinazioni e, infine, l’uso dell’intuizione che ci orienta verso la conoscenza degli avvenimenti. La creazione e la consultazione del tema geomantico fanno parte di un processo di esteriorizzazione grafica e verbale di una realtà profonda, che ci rivela il senso delle cose e degli avvenimenti. La geomanzia è un sistema che codifica la verità proveniente dall’illuminazione divina, un trattato composto dai simboli costitutivi dell’Universo, espressi nel ritmo e nel numero, nella matematica e nella metafisica. Il simbolismo geomantico, come quello alchemico, ha un carattere di universalità, sia sul piano iniziatico sia sul piano fenomenico, aiutandoci a comprendere il modo di realizzare nel concreto più immanente, il senso della vita e del destino stesso.

La geomanzia è considerata la più antica scienza divinatoria e si può dire, in senso ampio, che le sue origini siano da collocare in Oriente, essa era infatti conosciuta dai cinesi, dagli egizi, dai greci, dai persiani, dai popoli musulmani, dai caldei, dagli africani, dagli indiani, dagli ebrei. Questo per quanto riguarda la geomanzia nello specifico, tenendo presente che alcune arti divinatorie molto simili ad essa, nei loro schemi e processi, erano e sono presenti nelle ampie steppe della Russia e in Sud America.

Il termine geomanzia, così come lo conosciamo oggi, deriva da due parole di origine greca geo, che significa terra e manteia che significa divinazione. Questo termine viene applicato sia all’arte oggetto della nostra analisi, sia ad un differente utilizzo di questa pratica, che si compone anche di elementi di rabdomanzia, si tratta della geomanzia tellurica. Quest’ultima viene praticata da tempi remoti per scopi molto importanti, ossia per stabilire la solidità e la validità di un determinato terreno, campo, luogo su cui si voglia costruire un edificio, un tempio, un castello, una città. Questo tipo di applicazione ha una diffusione ancora maggiore rispetto alla geomanzia divinatoria , in tutti i secoli dell’evoluzione umana. La geomanzia tellurica viene utilizzata già dai popoli dell’età megalitica, dai cinesi, dai protoeuropei e dai celti.

Per tornare alle origini della geomanzia divinatoria, possiamo ribadire che fosse presente nel substrato culturale protoeuropeo e mediorientale fin da tempi remoti. La prima menzione del termine risale ad Archimede (278-212 a.C.), egli utilizzò i responsi geomantici per monitorare l’assedio di Siracusa. Nel periodo grecoromano, però, con il termine geomanzia si indicava anche la divinazione mediante l’osservazione di crepature e forme del terreno, così come le altre mantiche basate sugli elementi: con il fuoco la piromanzia; con l’acqua l’idromanzia; con l’aria l’aeromanzia. L’arte aruspicina degli etruschi differiva da queste ultime poichè era incentrata sull’osservazione del volo degli uccelli, l’auguria, o sulla forma delle interiora di alcuni animali, l’aruspicina hara, o ancora sull’analisi di zone di terreno, delimitate da un cerchio disegnato con un bastone, che riflettevano altrettante porzioni di cielo, all’interno delle quali avrebbero dovuto verificarsi i segni da considerare per il responso. Vi era anche l’osservazione delle ore, l’aruspicina horae e l’osservazione dei giorni di nascita, l’horoscopia. Le arti mantiche, di cui si è in gran parte persa la conoscenza del metodo, consistevano in un indagine intuitiva dell’elemento base della divinazione.

La pratica geomantica vera e propria, basata sul getto di punti e sulle sedici figure da essi composte, ha origini arabe ed è conosciuta con il termine di ‘ilm al-raml, cioè: la scienza della sabbia. La genesi della pratica è quindi inizialmente araba e si diffonde solo in tempi successivi, tramite le vie dei commerci, in Africa, in India, in Grecia, in Persia. Nel Medioevo giunge in Europa, durante la conquista araba in Spagna; riscuotendo un grande successo alle corti europee durante il Rinascimento fino al diciassettesimo secolo. Durante il periodo dello schiavismo nel sud delle Americhe, viene esportata dalle popolazioni di colore la versione africana della geomanzia, detta ifa, insieme al voudou.

Nel mondo arabo i principali strumenti di divinazione erano quindi il khatt al-raml che significava: solco o linea dritta tracciata nella sabbia con un bastone o con un dito (in seguito significò anche scrittura); e il ta’bir ossia l’oniromanzia o interpretazione dei sogni. Gli strumenti usati universalmente per la divinazione geomantica erano quindi un bastone, o un dito, ed una porzione di terreno, alternativamente un vassoio in legno decorato e consacrato, poi ricoperto di sabbia su cui tracciare i punti. In seguito si passò all’uso di pergamena e pennino. In Africa e Sud America è utilizzato anche il getto dei semi.

Per quanto riguarda la diffusione delle conoscenze geomantiche in Europa, essa avviene grazie ai fisolofi, astrologi, ed alchimisti che dal mille al millecinquecento tradussero ed importarono le conoscenze ed i testi orientali (insegnamenti di Toth Ermete Trismegisto, Tolomeo e Pitagora, per fare alcuni esempi Ugo da Santalla (1119-1157), Gherardo da Cremona (1114-1187), Michele Scoto (1175-1235), Alberto Magno (1193-1280), Tommaso d’Acquino (1226-1274), Raimondo Lullo (1235-1315), Cornelio Agrippa (1468-1535), e Robert Fludd presso la corte di Elisabetta I, egli riteneva la matematica binaria uno strumento utile per avere una visione del futuro e giungere alle radici del cosmo, tramite l’approfondimento matematico e geometrico. I secoli diciottesimo e ventesimo segnano il declino della geomanzia, che inizia ad essere considerata alla stregua di un gioco da salotto, insieme alle Carte della Sibilla, o ai giochi divinatori di epoca napoleonica, attribuiti a M.lle Lenormand. La ripresa dell’interesse nell’approfondimento esoterico dello strumento geomantico, avviene nel ventesimo secolo, grazie ad Alesteir Crowley e agli esoteristi del gruppo della Golden Dawn. Negli anni che vanno dal 1980 ad oggi, si è assistito ad un ulteriore tentativo di riproporre l’uso di questa tecnica; per quanto riguarda i testi in italiano, non molti sono ancora in commercio, tra questi ricordiamo il testo di Sthephen Skinner come il più esaustivo.

Merita una menzione la somiglianza tra la nostra arte e Il Libro dei Mutamenti, ovvero l’I Ching, elaborato nel 1150 a.C. dal re Uenn, sulla base di un oracolo già esistente da millenni nella cultura cinese.

Entrambi i metodi si basano sulla matematica binaria e sulla composizione di sedici esagrammi, o nel caso dell’I Ching, sessantaquattro (multiplo di sedici). Il consultante, nell’I Ching, getta delle monete o dei bastoncini e del risultato traccia una riga fissa o una mobile su un foglio di carta, per sei volte partendo dal basso verso l’alto, fino a comporre una figura di sei righe (ottenuta dalla sovrapposizione di due insiemi di tre righe). I tratti Yin _ _ sono mobili e i tratti Yang __ sono fissi, parte anch’essi delle correnti opposte e indissociabili dell’equilibrio universale. Le similitudini riscontrate tra l’I Ching e la geomanzia potrebbero indicare possibili incroci culturali o più semplicemente sottolineare l’universalità dei sistemi divinatori.

L’ I Ching è principalmente un oracolo dispensatore di saggezza, così fu concepito anche nella forma delle sentenze contenute nel libro ed associate ad ogni figura, non nacque necessariamente per essere usato a fini divinatori. Questo strumento indica infatti il modo in cui il consultante debba comportarsi in una determinata situazione e non il modo in cui quella situazione si concluderà. La lettura completa del tema geomantico invece, può dare indicazioni sia comportamentali che divinatorie, la-il consultante potrà così evincere lo sviluppo e la conclusione della situazione e l’atteggiamento consigliato per affrontarla.


 

 

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