Mediazione Spirituale

 

Mediatrice Spirituale:

Attraverso le conoscenze e competenze acquisite sul campo aiuto a superare situazioni di disagio spirituale, esistenziale o relazionale, favorisco lo sviluppo delle potenzialità insite nella persona, stimolando a superare i problemi che impediscono di esprimersi pienamente e liberamente nel mondo. La mediazione spirituale offre alle persone un orientamento e un sostegno, favorisce lo sviluppo e l'utilizzazione delle potenzialità psicologiche, emotive e spirituali; promuove atteggiamenti attivi, propositivi e rafforza le capacità di scelta, per imparare a valorizzare le proprie potenzialità, verso l’indipendenza personale e un introspezione costruttiva e trasformativa. Grazie ad una continua ricerca, studio e approfondimento aiuto a comprendere e diffondere una cultura del rispetto, delle differenze fra esseri umani, fra i generi; lo sviluppo della conoscenza degli strumenti, dei rituali e delle tradizioni spirituali.

 

Mediazione spirituale

Lettura interpretativa dei Tarocchi in chiave psicologica e spirituale

Interpretazione di responsi attraverso differenti sistemi di divinazione

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Corsi, conferenze e workshop


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Che cosa significa "divinazione" oggi

Il Progetto della Ruota delle Dee Italiche e Mediterranee



La mia formazione: Laureata in lingue e letterature straniere all’Università di Torino, con indirizzo storico culturale, ho successivamente partecipato a master e seminari di argomento antropologico, approfondendo il problema del genere (gender studies), da dieci anni lavoro nel campo della spiritualità e nell’editoria di settore. Ho completato la mia formazione attraverso il contatto e l’apprendimento delle pratiche proposte da ricercatrici e maestre spirituali di riconosciute a livello internazionale, in cammino nella ricerca sulle tematiche del Sacro Femminile.

Sto attualmente frequentando i seminari della scuola spirituale del Glastonbury Goddess Temple in Inghilterra (nell'anno 2011-2012 e 2012-2013 ho frequentato il biennio di ricerca sulla spiritualità femminile, Goddess Spirituality Training, presso Glastonbury Goddess Temple, Glastonbury, Somerset, Regno Unito).

Autrice, ricercatrice, editor e mediatrice spirituale vivo e lavoro a Torino.

Ho pubblicato i seguenti testi:

- Simboli e Riti delle Donne Celtiche. Regine e Dee al Tempo di Artù
- Chiedi alla Terra. L’Arte della Divinazone Geomantica
- Il Simbolismo Magico del Caffè. La Caffèomanzia, il rituale divinatorio e la ricerca dei simboli come esperienza conoscitiva
- In preparazione: L’Arcano dei Tarocchi. Interpretazione simbolica e psicologica delle 78 lame.



Riferimenti:

Glastonbury Goddess Temple

Glastonbury Goddess Conference

Kathy Jones

Marguerite Rigoglioso

& Seven Sisters Mystery School

Riane Eisler

Marija Gimbutas

Luciana Percovich

Vicki Noble

Associazione Laima

Associazione Argiope Donne nel Sacro


Negli ultimi quarant’anni si è assistito a un incremento dell’interesse verso le antiche culture orientate alla partnership e al culto della Grande Dea Madre; ciò si riflette a livello sociale con una richiesta sempre maggiore di equilibrio tra i generi e della creazione di una spiritualità olistica, la quale includa la sacralizzazione del corpo e la presa di coscienza che la specificità dei generi non implica il dominio di una metà sull’altra, ma invita ad una co-creazione armoniosa nel rispetto e nella valorizzazione delle differenze.
Ciò è stato reso possibile anche grazie all’opera di riscoperta e rieducazione di pioniere della ricerca, quali Marija Gimbutas e Riane Eisler, che hanno favorito un’opera di riscrittura della storia e della società, che passa attraverso una re-visione dell’esperienza umana e la decostruzione dei modelli di pensiero di matrice patriarcale, aprendo la strada all’elaborazione di nuovi modelli sociali, culturali, politici e spirituali.
Il ritorno ai valori di una società gilanica implica onorare il femminile e i relativi punti di riferimento nel sacro e nella vita quotidiana. Tutto ciò si manifesta particolarmente in Europa e in America, proprio laddove le donne sono state maggiormente deprivate del loro potere e i loro valori usurpati e snaturati.
I tentativi di riconnettersi al sentiero spirituale della Dea hanno oggi numerosi e importanti supporti, grazie anche all’opera di sperimentatrici come Kathy Jones ed altre sempre più numerose donne note e meno note, che hanno avuto il coraggio di strutturare percorsi possibili e percorribili da coloro che desiderano riconnettersi alla spiritualità e alla pratica quotidiana di valori matristici.
Le religioni patriarcali hanno fornito gli unici metodi ufficialmente riconosciuti per lo sviluppo spirituale; molte donne hanno tentato di adottare modelli maschili, snaturandosi, oppure hanno cercato di proporre sistemi alternativi senza essere comprese e finendo per essere considerate semplicemente delle voci scomode o fuori dagli schemi.
Molte pratiche patriarcali sono basate sulla negazione della realtà corporea e dell’essere umano, attraverso il celibato, l’ascetismo, la separazione forzata dall’esterno, la soppressione delle emozioni, l’inibizione e la punizione di una supposta “natura inferiore” a favore di un cosiddetto “più alto potere della mente e dello spirito”. Questi modelli separatisti innestano da secoli diffidenza e controllo nei rapporti tra donne e uomini, tra donne e donne, tra uomini e uomini, criteri utilizzati per condizionare sia le donne sia gli uomini, affinché si adattino a un sistema sociale basato su gerarchie sostenute dalla forza e dalla paura e le perpetuino sia in un microcosmo personale che in un macrocosmo sociale e spirituale.
La società incentrata sul dominio ha condizionato gli uomini a pensare in termini di predominio e controllo piuttosto che di affiliazione e di cura, valori conservati maggiormente dalle donne, e a considerare la supremazia parte integrante della mascolinità, o senso di sé; e ha condizionato le donne ad accettare remissività e sopraffazione, alimentando la diffidenza e l’inimicizia fra donne. Tali sistemi disumanizzano sia le donne sia gli uomini.
La ricerca di una sacralità perduta attraverso i secoli corrisponde alla riconnessione con le radici della partnership che ci appartengono, per risanare quanto fu brutalmente smembrato dalla dominanza: la fondamentale connessione fisica e insieme spirituale tra donne e uomini.
Non si tratta di un problema soltanto spirituale o sessuale, con il passaggio al modello della dominanza dell’organizzazione sociale e ideologica, la donna e l’uomo sono nettamente separati dall’energia creativa.
Pertanto, solo orientandoci verso un modo di vivere, pensare, amare, ritualizzare più femminile, gilanico, o sul modello della partnership, riusciremo a risanare la frattura. Una risacralizzazione dei nostri corpi e dei nostri rapporti intimi è uno dei mattoni più importanti per la costruzione di una nuova spiritualità, al contempo immanente e trascendente.
La riscoperta e la creazione di una mitologia, che sacralizza i valori femminili e ci infonde il desiderio di trasformare noi stessi e le nostre società, porterà con sé nuovi criteri di azione. Un aspetto importante di questa trasformazione è quello di reinventare o rielaborare rituali per celebrare i riti di passaggio (i momenti cruciali dell’esistenza: nascita, morte, unioni, separazioni, ingresso nell’adolescenza, nell’età adulta, e così via) e valorizzare le azioni quotidiane di cura di sé e degli altri.
Grazie alla crescente riappropriazione della conoscenza delle antiche radici spirituali femminili da parte di Donne di Saggezza, grazie alla possibilità di studio, di espressione e approfondimento da parte di quelle donne che si sono riprese l’accesso alla parola detta, scritta e performata in rituali; con la formazione di numerose vie esperienziali, di pratica e di studio, che attualizzano pratiche sciamaniche e modelli sacerdotali, rielaborati sulla base della riscoperta degli antichi ordini sacerdotali femminili dediti al culto della Dea in tutte le sue espressioni.
Le nostre radici spirituali affondano nel sacro femminile, nell’onorare il potere di creazione e trasformazione delle forze naturali, della madre terra riconosciuta dalle nostre antenate, secondo tradizioni unitarie nel riferimento al potere creativo femminile e che ci vede tutte creatrici, madri, figlie, sorelle, capaci di esprimere amore in molte forme, e ci consente un‘identificazione e un riconoscimento con la nostra amata e potente Grande Dea.
Insieme alla ricostruzione della nostra identità, anche spirituale, ci riappropriamo inoltre degli strumenti, delle pratiche, dei rituali, dei modi di comunicare le nostre esperienze spirituali e materiali nel contesto sacro.
Queste vie, anche se sono fortemente caratterizzate al femminile, donano la possibilità anche agli uomini che desiderano ri-ascoltare la voce della Dea di accedere nuovamente al sacro femminile contenuto in loro stessi, fornendo la possibilità di riscrivere in prima persona nuovi modelli di vita e di spiritualità, anche specificatamente maschili, ma sostenibili da tutti gli esseri umani, e riconoscendo che cosa nei modelli della società patriarcale abbia castrato e snaturato, anche il maschile.
L’ispirazione portata dall’incontro con la Dea è continua, è un viaggio di scoperta in ognuna e ognuno di noi.

Un brillante esempio di percorso esperienziale e spirituale pienamente realizzato e ripetibile è proprio quello riscoperto e ricreato da Kathy Jones e dal Glastonbury Goddess Temple.
Nel 1992, con il suo primo libro Spinning the Wheel of Ana, a spiritual quest to find the British Primal Ancestors (Girando la Ruota di Britannia, una ricerca spirituale per ritrovare gli Antenati primordiali dell’Antica Britannia) Kathy Jones contribuisce alla riscoperta delle antiche radici protoeuropee delle popolazioni britanniche e dei loro rituali, ricostruisce la Ruota di Britannia, con la quale riconnette le manifestazioni del divino femminile alle stagioni, ai rispettivi rituali, celebrazioni, come anche al ciclo degli elementi naturali e agli animali totemici. La caratteristica della Ruota di Britannia, o Ruota di Ana, basata sulle tradizioni delle popolazioni Túatha Dé Danann, antenate protobritanniche, è la connessione non solo con i quattro elementi e le quattro direzioni ma bensì con otto direzioni connesse alle otto feste solari dell’anno ed alle rispettive manifestazioni divine, naturali, animali ed alla relativa ritualistica stagionale. Nel 2006 viene pubblicato il testo Priestess of Avalon, Priestess of the Goddess, a renewed spiritual path for the 21th century, (Sacerdotesse di Avalon, Sacerdotesse della Dea, un rinnovato sentiero spirituale per il ventunesimo secolo), che disegna il percorso di riconoscimento e riconnessione con la Dea, nello specifico con la Dea che appare all’interno della cultura dell’Antica Britannia, oggi riscoperta per essere attualizzata e fruita dagli esseri umani viventi nel nostro presente.
Il secondo passaggio nella diffusione della cultura matricentrica attuato da Kathy Jones, insieme alle donne e agli uomini che hanno contribuito a configurare questa realtà nel corso degli anni, è stata la realizzazione dell’annuale convegno e festival conosciuto come Goddess Conference (Festival della Dea), oggi giunto alla sua diciassettesima edizione. La Goddess Conference è un grande evento culturale e spirituale che permette di fruire di una profonda esperienza trasformativa e si svolge durante cinque giorni, solitamente la prima settimana di agosto, durante i quali gli ospiti possono partecipare a conferenze, seminari, workshop, mostre d’arte, spettacoli, concerti, ed anche partecipare a celebrazioni e rituali per sviluppare la conoscenza del sacro femminile e onorare le diverse manifestazioni della Dea.
Dal 1998 sono iniziati i seminari triennali di approfondimento della cultura e della spiritualità femminile dell’antica Britannia attualizzata da Kathy Jones e dal gruppo di ricercatrici che hanno dedicato la loro vita all’eleborazione ed alla diffusione della spiritualità avaloniana. Attraverso questo percorso le donne e gli uomini che rispondono alla chiamata interiore ed esteriore della Dea, e provengono da tutte le parti del mondo, possono dedicare la loro vita al servizio, applicando gli insegnamenti ricevuti nella loro vita quotidiana, ed essere riconosciute come sacerdotesse e sacerdoti, operanti nella comunità come mediatrici spirituali, guaritrici, insegnanti, educatrici e così via.
Nel 2001 viene coronato anche il progetto di fondazione, e il riconoscimento ufficiale come luogo di culto, del Tempio della Dea a Glastonbury, dove è possibile onorare quotidianamente con preghiere e meditazioni la Dea, partecipare a celebrazioni guidate dalle sacerdotesse e dai sacerdoti formati alla scuola avaloniana, e condividere attivamente il modus vivendi di un’intera e viva comunità che si organizza secondo i principi della partnership.
Oggi, sul modello del Tempio della Dea di Glastonbury, sono sorti Templi della Dea in tutto il mondo, ad esempio in Inghilterra, America, Australia, Olanda, Ungheria, Svezia, Germania e Spagna, e mentre scriviamo sono in atto progetti di formazione e riconnessione con le proprie radici nel sacro femminile in altri paesi del mondo, anche in Italia, dove molte sacerdotesse si stanno risvegliando.

Un altrettanto brillante e trasformativo esempio di attuallizzazione delle pratiche sacerdotali antiche volte allo sviluppo di una spiritualità moderna e trainante per lo sviluppo del pianeta è quello offerto dal lavoro di Marguerite Rigoglioso e della Seven Sisters Mystery School. La prima volta che mi sono ritrovata di fronte alla figura e all’opera di Marguerite Rigoglioso ho provato sensazioni differenti, gioia e stupore, dubbio e curiosità. Da un lato la gioia di incontrare chi come me sceglie la strada di una ricerca interdisciplinare che mette a confronto la storia, il mito, il simbolismo, l’antropologia, la religione, il sacro, il femminile; poi la curiosità di scoprire il messaggio di chi ha il coraggio di esprimere la propria tesi, seppur controcorrente, non solamente all’interno dell’ambiente accademico, da sempre meno facilmente aperto all’innovazione di certe tematiche, ma di sostenere una tesi apparentemente molto “forte” anche all’interno di un ambiente avanguardistico come può essere quello dei gender studies ed anche quello delle discipline olistiche che mettono al centro della propria ricerca anche una pratica del sacro.
Chi di noi non si è mai domandata che cosa facevano realmente le sacerdotesse nell’antichità? Come impiegavano la loro vita rituale, di quali compiti erano incaricate, quale ritualistica precisa seguivano? La curiosità e la volontà di riscoprire queste pratiche risiede in molte donne e in molti uomini che sentono la chiamata a riscoprire usi e costumi maggiormente collegati ad una spiritualità primigenia, profondamente insita nell’essere umano. Grazie all’opera di storiche, antropologhe, archeologhe che cercano di ricostruire attraverso studi accademici un quadro più possibilmente vicino alla realtà abbiamo la possibilità di scoprire parte di questi dati, ma sempre più fortemente oggi si avverte l’esigenza di un rinnovamento della spiritualità attuale, attraverso la riconnessione con le nostre radici più antiche e con la riproposta e l’attualizzazione di pratiche rituali.
Il coraggio di Marguerite Rigoglioso si indirizza anche nel proporre grazie all’attività della sua Seven Sisters Mistery School, la possibilità di partecipare a seminari di studio e di pratica di alcune tradizioni di sacerdozio femminile da lei approfondite nella ricerca, l’obiettivo finale di attualizzare e proporre alle donne di oggi (e in alcuni casi anche agli uomini) nuovi ed antichi strumenti per ripristinare le antiche vie di conoscenza ed esperienza delle sacerdotesse, per recuperare oggi un ruolo vitale nel servizio spirituale diventando un forza spirituale e sociale attiva sul pianeta.

Da questi nuovi modelli reali possiamo partire per realizzare una società rinnovata e un modo di vivere la spiritualità e la ricerca più consapevole; particolarmente, fare esperienza diretta della dimensione rituale ci permette di strutturare modelli culturalmente attendibili e riconnessi ad antiche e nuove realtà. Non dobbiamo dimenticare che non è solamente una corretta ricerca accademica a donarci la garanzia di ripristinare modelli antichi funzionali, abbiamo anche l’esigenza di crearne altri nuovi e maggiormente fruibili nella realtà odierna.
È attraverso la creazione e il vissuto di queste esperienze che le donne e gli uomini possono trasformarsi.

Un Grazie a tutti coloro che contribuiscono alla formazione di un nuovo mondo.

Un po’ di me…
Volevo parlarvi un pò di me, sopratutto per chi mi conosce meno, in modo da farvi una piccola presentazione…
Dunque, dopo essermi laureata ed avere lavorato qualche anno nel campo della formazione aziendale prima e per un anno nel campo della comunicazione legata all’arte, nel museo di arti applicate di Torino; sette anni fa ho iniziato a lavorare nell’ambito dell’editoria olistica e della spiritualità femminile, lavoravo già da qualche anno nel settore librario e nel 2006, oltre che avere pubblicato il mio primo libro: Simboli e Riti delle donne celtiche, a cui poi ne sono seguiti altri due, ho iniziato la collaborazione con la libreria e casa editrice Psiche 2, progetto durato sette intensi anni di lavoro, sacrifici e 56 libri curati ed editati, in seguito al quale da due anni ho deciso di diventare libera professionista.
Tornando un poco indietro vorrei raccontarvi come gli anni dell’università per me fossero stati segnati dall’incontro con Luciana Percovich, che per un periodo fu anche mia insegnate, durante i seminari proposti da Anna Brawer, insegnate di letteratura inglese all’Università degli Studi di Torino, facoltà di lingue e letterature straniere, ed allora attiva collaboratrice del Cirsde, il Centro Interdipartimentale di Studi sulle Donne dell’Università di Torino. Luciana e Anna furono le donne ed insegnati che per prime mi fecero incontrare la parola al femminile e la ricerca trasformativa di altre donne della loro generazione come Maria Gimbutas, Riane Eisler e Vicki Noble e molte altre con cui poi imparai a confrontarmi. Non avrei scritto la mia tesi con quel taglio specifico se non avessi incontrato sulla mia strada Anna e Luciana e non avrebbe potuto diventare il libro che poi è diventato (il sopra citato Simboli e Riti delle donne celtiche).
Dopo l’università e l’entrata in editoria, avvenne la scoperta e l’incontro con Morena Luciani e con la realtà dell’Associazione Laima. Prima di quel momento non avevo mai lavorato in gruppo o in gruppi di donne, tanto meno in gruppi o con donne con una forte autocoscienza e coscienza di genere oltre che sociale e politica. Questa esperienza, che ancora continua, ha contribuito a donarmi molte cose: una coscienza di genere, un maggior focus sulla coscienza politica, la capacità di confrontarmi, l’apprendimento delle dinamiche di gruppo femminili, il senso dell’impegno in una causa, il rispetto delle altre donne, l’apprendimento della capacità di dialogare in modo mediato e non impositivo, la speranza e la certezza che un mondo gilanico può essere costruito non importa in quanto tempo e con quanti sacrifici.
In questi emozionanti e formativi anni condivisi con Luciana Percovich e con Morena Luciani, grazie a loro e insieme a loro ho potuto conoscere donne di tutta Italia e di tutto il mondo che hanno radicalmente trasformato la mia vita e con loro ho stabilito prima di tutto una vera e profonda Amicizia.
Grazie all’opera di Luciana, donna-ragno che tesse la tela della conoscenza e della vita con saggezza e grazie all’opera congiunta tra Luciana che nel corso della sua piena e fondamentale vita, di Madre e un po’ Crona, appartenente alla generazione precedente alla nostra, la generazione delle femministe storiche che ci ha aperto la strada, senza la quale oggi non avremmo la stessa libertà di espressione, grazie al mio impegno quotidiano in casa editrice e all’impegno quotidiano di Morena in associazione, ho potuto partecipare e collaborare alla creazione dei seminari e-o alla traduzione e-o diffusione dei libri di donne come Luciana Percovich, Vicki Noble, Maria Gimbutas, Mary Daly, Merlin Stone, Miranda Shaw, Phyllis Currot, Luisa Francia, Heide Goettner Abendroth, Jeannine Davis Kimball, Charlene Spretnak, Dee Poth, Momolina Marconi, Marguerite Rigoglioso, Kathy Jones, Tsultrim Allione...
E anche Luciana, io, Morena, Federica Carmana, Chiara Gianfranceschi, Milena Rao, Elisa Ghiggini, solo per parlare di quelle che hanno pubblicato i loro libri con Venexia e Psiche 2, non avremmo potuto pubblicare se non ci fossimo aiutate e supportate vicendevolmente in questi progetti.
E ricordo anche senza elencarle tutte le altre donne che hanno condiviso il loro messaggio con le parole e con il cuore e che hanno attraversato il “Cerchio delle Dakini” in questi sette anni, grazie a questi incontri ho potuto conoscere molte altre donne di tutta Italia e capire la loro storia e ricerca sia intellettuale che personale o artistica.
Anche Laura Ghianda, Anna Bordin, Claudia Carta e Valeria Trisoglio e le donne del gruppo Argiope sono potute entrare nella mia vita perché prima ci è entrata Luciana e poi Morena e poi insieme a loro e alle altre donne ed in alcuni casi ai pochi uomini del Cerchio italiano della partnership si sono potuti creare eventi come il Convegno Culture Indigene di Pace ora alla sua terza edizione, con tutto l’impegno e la fatica e il lavoro di volontariato dato da tutte-i noi per renderli possibili.
Proprio al primo convegno nel 2011 ho conosciuto Anna Bordin e Laura Ghianda che mi hanno aperto le porte di "Avalon" e del percorso che ho poi iniziato come Sacerdotessa al Goddess Temple di Glastonbury.
Lavoro delle donne, per le donne, con le donne. Frutto di un ampio, consapevole, costante, lento e progressivo lavoro della coscienza femminile e delle mani femminili, del sudore femminile, del sacrificio di vite. Vite che hanno dedicato l’esistenza ad una causa. Vite di donne che hanno spesso sofferto e che hanno spesso fatto scelte estreme anche rinunciando a tutto ciò che un “comodo” sistema patriarcale poteva offrire.
Per questo è fondamentale per me dare il rispetto alle nostre antenate, o semplicemente alle donne che prima di noi hanno solcato il sentiero della vita ed hanno lottato per ciò in cui credevano ed anche per permettere a noi stesse oggi di poterci esprimere, di essere libere, di asserire la nostra libertà intellettuale e fisica e crearci il nostro spazio nel mondo. A quelle che ci hanno aperto le strade.
Tenere conto di come esse si sono comportate e della nostra storia di donne, personale e collettiva è un dovere. Comportarsi di conseguenza anche. Per comportarsi di conseguenza nella maniera corretta è necessario imparare ad osservare se stesse e il mondo con un occhio critico e con una coscienza consapevole per destrutturate i vecchi modelli e crearne di nuovi e più funzionali.
Proprio questo crearci uno spazio nel mondo deve essere caratterizzato da un comportamento coerente, femminista – con tutte le controversie che questa parola può contenere che possono essere anche trasformate ed attualizzate - gilanico, basato sulla partnership, sul rispetto di noi stesse e delle altre, collaborativo, informato e informativo, dedito e animato, costruttivo e alacre, sacro, sacerdotale, amorevole, onnicomprensivo, materno, sorerno, e creativo.
Il lavoro delle donne è un lavoro di condivisione che si basa sull’amore e sulla cura, che si basa sulla sapienza e sui segreti iniziatici che sono i segreti della vita e che non sono più misteri dal momento che fra sorelle si intraprende il percorso di conoscenza e di crescita e insieme si affrontano i riti di passaggio, interiori ed esteriori.
Per me le priorità sono: creare rapporti umani trasparenti e profondi; l’approfondimento della crescita spirituale e della coscienza femminile; la diffusione della spiritualità e dell’etica Femminile.
La mia priorità non è considerare l’organizzazione di eventi o la consulenza editoriale esclusivamente come un lavoro primario o come una fonte di guadagno, ma come degli strumenti per favorire la creazione di un  MotherWorld,  per usare un termine coniato da Kathy Jones.
Non dimentichiamoci di non correre troppo dietro alle milioni di cose che abbiamo da fare durante la nostra giornata, siamo tutte donne attive, ricercatrici, scrittrici, counselor, attiviste, insegnanti, mamme, lavoratrici, comunicatrici, creative, artiste, donne impegnate nel sociale e a volte nella politica, siamo ferventi e irrefrenabili, ma ricordiamo non perdiamo il senso di quello che stiamo facendo.
Non perdiamo la volontà e la gioia della comunicazione cuore a cuore, dell’attenzione all’altra, della trasparenza, della sincerità, della chiarezza, anche quando si devono dire cose scomode o si devono asserire le proprie posizione e scelte.
Di lavorare insieme anche quando lavoriamo da sole, singolarmente non dimenticare la collettività, il senso del Cerchio.
Non giochiamo mai fra di noi ad un fair play, non temiamo di trovarci in fazioni opposte o concorrenti, tutte noi siamo libere di scegliere cosa, quando, con chi e perché realizzare le cose che desideriamo, ma non dimentichiamoci mai di come lo realizziamo. Con quale comportamento e con quale motivazione. E facciamolo coinvolgendo e rispettando le altre, le loro vite, le loro storie, i loro bisogni.
Non scordiamoci mai di chiederci reciprocamente: “Come stai oggi?”, “Quali sono le cose che vuoi realizzare e come, quante e quali possiamo realizzare insieme?”, “Che senso ha per te questo progetto?”.
Le mie scelte quotidiane e il mio percorso non vengono considerate da me esclusivamente come “lavoro”, ma come Vita, è il mio modo di vivere, è ciò che scelgo per me, per le donne e gli uomini che amo, per le mie sorelle, per le mie figlie e figli quando li avrò, per il mondo che voglio creare.

 

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Per approfondimenti:

Estratti da: Il Calice e la Spada, di Riane Eisler

Estratti da: Il Piacere è Sacro, di Riane Eisler

Postfazione del testo: La Dea nell'Antica Britannia, di Kathy Jones

Marguerite Rigoglioso, il valore della riscoperta e dell’attualizzazione delle antiche pratiche sacerdotali femminili.



Festival Internazionali dedicati alla Spiritualità Femminile nel mondo - International Goddess Conferences:

In Inghilterra: Glastonbury Goddess Conference

In Argentina: Conferencia de la Diosa en Argentina

In Spagna: Conferencia de la Diosa

In Olanda: Nederlandse Godinnen Conferent

In Ungheria: Budapest Goddes Festival

In Irlanda: Irish Goddess Conference

In Svezia: Gudinnan i Sverige

In Germania: Göttin in Deutschland

In Canada: Manitoba Goddess Festival




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